Aperto e Solare
27 January 2005 - Linux e OpenSource -
Sun ha pubblicato il primo pezzettino open source di Solaris 10, dando cos? avvio ad un progettone che ne far? - parole sue - “il pi? grande donatore di codice del pianeta”. Entro la fine della prossima primavera la paladina di Unix conta di mettere a disposizione della comunit? open source circa 10 milioni di righe di codice sorgente e oltre 1.600 brevetti.
Il primo mattoncino open source rilasciato da Sun consiste in Dtrace (Dynamic Tracing), una funzionalit? per la diagnostica e l’analisi delle performance di sistema. Il software pu? gi? essere scaricato dal neonato sito OpenSolaris.org, fulcro delle attivit? legate alla versione open source di Solaris. Da qui i programmatori possono accedere al codice e alla documentazione del sistema operativo e usufruire dei servizi messi a disposizione della community, tra cui mailing-list, forum e blog.
“La tradizione di Sun ? sempre stata profondamente radicata nell’open source e nel software basato su standard aperti. OpenSolaris rappresenta una significativa pietra miliare nella storia di Sun, della comunit? Solaris e dell’intera comunit? open source”, ha dichiarato John Loiacono, executive vice president of software di Sun. “Siamo fermamente convinti che la comunit? OpenSolaris aiuter? a promuovere l’innovazione e la collaborazione necessarie ad aprire nuove opportunit? per sviluppatori, clienti e partner”.
Sun afferma di aver gi? assegnato alla community di OpenSolaris “notevoli risorse tecniche e umane”, tra cui oltre 1.000 ingegneri impegnati nello sviluppo di Solaris. L’intento di Sun ? comune a quello perseguito da molti altri progetti di questo tipo: far leva sul modello di sviluppo aperto per migliorare il proprio software e favorirne la diffusione. In altre parole, OpenSolaris.org diverr? per Solaris ci? che oggi OpenOffice.org ? per StarOffice: una fucina dove vengono create le nuove funzionalit? che, una volta testate, verranno selezionate per entrare a far parte del prodotto commerciale.
Nel caso di Solaris, per?, la partecipazione di Sun sar? ben pi? forte e importante di quanto avviene oggi per OpenOffice.org: l’azienda ha infatti intenzione di continuare a tenere le redini dello sviluppo del proprio sistema operativo, e per far questo ha istituito la Community Advisory Board (CAB), un organismo supervisore che coordiner? e assister? il lavoro di sviluppo condotto all’interno della comunit?. La CAB sar? inizialmente composta da cinque membri: due eletti dalla comunit? OpenSolaris Pilot, due dipendenti di Sun e un membro della comunit? open source. La composizione della CAB sar? definita entro il prossimo marzo e, col tempo, verr? estesa per rispondere alle esigenze della comunit?.
Sebbene il colosso californiano non potr? impedire ad altri di costruire la propria versione di Solaris e metterla sul mercato (pur con un altro nome), chi vorr? far girare sul proprio sistema operativo applicazioni certificate per Solaris dovr? obbligatoriamente passare per gli stessi programmi di test e le stesse procedure adottati oggi per le versioni commerciali di Solaris. Stesso discorso per quanti vorranno far girare una variante di Solaris sull’hardware di Sun.
Sun ha tenuto a sottolineare come il rilascio del proprio Unix sul canale open source non sia n? un disperato tentativo di salvarlo dall’avanzata di Linux n? un modo elegante per sbarazzarsi di un prodotto obsoleto: Sun afferma che l’unico obiettivo della sua nuova iniziativa ? quello di spingere Solaris, che definisce “il sistema operativo pi? avanzato al mondo”, verso nuovi ambiti di mercato.
La societ? di Santa Clara, che ha conservato tutti i diritti sul marchio e sul logo di Solaris, continuer? a vendere versioni commerciali del proprio sistema operativo comprensive di tool proprietari, supporto e consulenza.



