The good ending: La Demoscene

9 June 2005 - Grafica & Multimedia, Audio & Musica, Design & Grafica -

Difficile spiegare cosa sia la Demoscene. Demoscene ? arte che va a braccetto con la pirateria. Arte quasi ribelle, ma non proprio. Se vogliamo, la Demoscene ? l’arte pi? miserabile di questo mondo, in quanto nasce, nei cari vecchi ‘80, col solo intento di rendersi noti al mondo. Il mondo digitale e cyberpunk dei primi crackers.

Demoscene, per italianizzare “Scena Demo”, ? quel fenomeno (sub)culturale che raccoglie i tecnocrati di tutte le et?, appassionati di videogiochi, di arte, di programmazione, e anche un po’ ribelli, che si appassionano nel creare sequenze grafiche al computer in real-time: non dei video ma vere opere di programmazione.

La Storia

Come gi? premesso, la Demoscene nasce nella seconda met? degli ‘80, quando le console da gioco Atari e Amiga spopolano e ogni ragazzino ne possiede una. Come oggi, anche allora i prezzi dei videogiochi potevano considerarsi esorbitanti. Ma alcuni ragazzini pi? smanettoni di altri, scoprendo alcune falle nei giochi, trovano metodi per duplicare i supporti e diffonderli a costi notevolmente minori. Viene a galla per la prima volta il fenomeno della pirateria multimediale.
Dapprima i “crackers”, coloro che sproteggevano i giochi, lo facevano per puro gusto personale. Solo in seguito hanno deciso di riunirsi in gruppi detti crews. A questo punto la gloria non bastava pi?, fra i vari gruppi era venuta a crearsi una vera competizione a chi sproteggesse prima o meglio un gioco. Per farsi riconoscere, i crackers solevano inserire dei testi di presentazione, i credits nei settori di boot dei giochi, in modo che apparissero all’avvio.

Pi? avanti nel tempo, queste presentazioni dette intro o cracktro, assumevano un ruolo sempre pi? importante nell’opera di sprotezione di un gioco. Diventavano sempre pi? elaborate, con effetti grafici sempre nuovi e innovativi, perfino con effetti sonori, e nelle crew alcuni membri si dedicavano unicamente alla creazione di intro.

Fu cos? che nacque la vera e propria scena demo: pian piano il fenomeno delle intro si stacc?, anche se mai del tutto, dalla scena cracking, e divenne una corrente tecnologica a s? stante. Sulle BBS e non solo circolano le prime demo per Atari, Amiga e Commodore 64, creazioni di motion graphics completamente in realtime.

Ovviamente all’inizio, a causa della scarsa potenza grafica dei processori video, le demo presentavano solo qualche effettino grafico, come ad esempio una palla multicolore che rimbalza sullo schermo.
Oggi potremmo considerare queste sequenze ridicole, ma ai tempi erano assolutamente stupefacenti. La grande abilit? che deve avere uno scener ? infatti quella di saper “spremere” fino alla massima potenza il chip di un computer.

Ed ? per questo che la Demoscene ? una forma d’arte subdola e fondamentalmente individuale: “demo” ? l’ovvia abbreviazione di “demonstration”. Le demo, se non altro nei primi tempi, non erano pi? di una semplice dimostrazione delle capacit? di un programmatore, che in questo modo voleva solo ottenere successo e dimostrare di essere il migliore della scena.

Negli inoltrati anni ‘90, le prime schede 3D, le capacit? dei sistemi Windows e la versatilit? del linguaggio C++, rendono decisamente pi? stimolante l’attivit? di scener, e oggi si pu? oggettivamente considerare la Demoscene come una forma d’arte pura, creata per puro gusto espressivo, e non pi? edonistica.

La Scena

La parte fondamentale nella creazione di una demo ? la collaborazione. Se infatti alle origni gli scener erano singoli individui, con l’avanzamento delle tecnologie si richiedeva un maggiore impegno, e si vennero quindi a creare le crew, gruppi di scener che lavorano tutti insieme su una stessa produzione.

Fondamentalmente una crew si compone di 3 ruoli: il coder (programmatore), il gfx (graphician - grafico) e il musician (compositore di musiche). A seconda del gruppo, ci possono essere pi? membri per ciascun ruolo, o un membro pu? ricoprire diversi ruoli.

  • Il coder ? oggettivamente il fulcro di un gruppo demo. Programma a menadito codice Assembly e C++, e si occupa di unificare il suo lavoro e quello del Gfx e del Musician.
  • Il gfx ? colui che si occupa di tutto ci? che ? visuale: dalle texture ai modelli 3D, dalle scritte agli effetti. Recentemente gli avanzatissimi software di grafica hanno notevolmente abbassato il livello di capacit? richieste, permettondo cos? di poter creare grafica in un modo estremamente semplice. Un tempo, quando non esisteva la grafica 3D come la conosciamo oggi, gli artwork erano eseguiti completamente in Pixel Art, ovvero le illustrazioni venivano disegnate pixel dopo pixel, eppure con risultati decisamente strabilianti.
  • Il musician si occupa del sonoro di una demo: effetti e musica di sottofondo. Le musiche utilizzate nelle demo sono prevalentemente appartenenti al genere elettronico, e composte attraverso un sequencer software. Vengono solitamente esportate come moduli XM, quasi come dei Midi ma con un meccanismo pi? complesso che riesce a mantenere basse le dimensioni globali dei file. Ci? ? necessario sopratutto nelle size compo, di cui parler? pi? sotto.
  • Tipi di Demo

    Diverse sono le categorie in cui si suddivide la scena demo:

  • Intro - Sono le demo che pi? si avvicinano al vecchio stile “old school”, in quanto riprendono i primi esempi di demo: ad esempio rappresentano una semplice animazione con delle scritte scorrevoli in basso, che si ripete in loop. Simili ad esse le cracktro.
  • Size Demos - Ecco un genere di demo molto particolare. Sono demo che devono essere scritte rispettando una dimensione massima. Ci sono demo da 1, 2, 4, 8, 16 e 64 kilobytes. La composizione di demo di questo tipo ? particolarmente stimolante per gli scener, che sono quindi impegnati a risparmiare e centellinare ogni singolo byte, ottimizzando il codice fino allo sfinimento. I risultati ottenibili sono assolutamente sorprendenti e si fa davvero fatica a credere che alcune demo siano cos? leggere.
  • Demo vere e proprie - Quelle senza limiti di spazio e senza alcuna restrizione. Possono raggiungere anche i 20 MB di peso.
  • ConsoleDemo - Sono demo scritte per console da videogiochi, e ne vengono prodotte per tutte le piattaforme: Atari, Amiga, Nintendo, Dreamcast, PlayStation, PS2 e Xbox. E’ interessante notare come ancora oggi ci siano gruppi che si dedicano unicamente alla creazione di demo per retroconsole ormai da museo (vedi: Amiga e Commodore 64).
  • Mag - Sta per “magazine”. E’ una e-zine distribuita periodicamente contenente notizie dalla scena, interviste, recensioni.
  • Musicdisk - Una semplice raccolta di brani audio, sotto forma di player accompagnato da illustrazioni.
  • Slideshow - Un “album” di creazioni grafiche accompagnato da un sottofondo musicale.
  • Wild - Questo non ? propriamente un tipo di demo. Solitamente sono dei veri video, ripresi con una videocamera, che possono rappresentare sia momenti di vita degli sceners (ad esempio sequenze di ubriachezza molesta a qualche summit di demoscene), sia sequenze artistiche, sia veri e propri esempi di regia.
  • I Party

    Ma il cuore centrale della demoscene sono i party, ovvero quei raduni (solitamente tenuti in locazioni nordeuropee, dove la scena demo ? pi? florida) dove i pi? famosi scener si incontrano e si ubriacano.
    In quasi tutti i parti c’? un evento principale che ruota attorno ad una premiazione. Ci sono premiazioni per le varie categorie, dette compo. Le compo possono essere live, cio? le crew sono invitate a creare delle demo al momento che poi verranno giudicate; oppure vengono premiate le migliori demo scelte da una giuria nel corso degli ultimi mesi.

    I principali party della scena sono l’Assembly, il BreakPoint, il tUm, il Buenzli, il Mekka & Symposium, il Gathering.

    Il sito SlengPung inoltre raccoglie costantemente le foto degli ultimi party svoltisi, e permette di ricercare delle foto in base allo scener. Cos? li potrete vedere in faccia, questi simpaticoni :-).

    I Tool

    Recentemente si ? sviluppato un nuovo fenomeno caratterizzato dai cosiddetti demotool: sono strumenti che permettono a (quasi) chiunque di creare le proprie demo, senza (quasi) alcuna conoscenza di Asm o C++.
    Il pi? famoso ed efficiente ? il Werkkzeug dei tedeschi .theprodukkt, che altri non sono se non i Farb-Rausch, il pi? talentuoso e premiato gruppo della demoscene da parecchi anni a questa parte. Vi basti pensare che con Werkkzeug ? stata la demo fr-025, universalmente riconosciuta come la demo pi? complessa e spettacolare della nuova era di demo.

    Insieme al tool dei .theprodukkt, ? degno di nota anche quello dei Moppi Productions (altro gruppo eccellente), il Demopaja.

    Entrambi i tool funzionano similmente a Flash: su una timeline viene definito il movimento che deve avere un certo modello o mesh, ed ? possibile applicare varie textures alle superfici.
    Personalmente io ho preferito il Demopaja, in quanto il suo impatto con l’utente ? decisamente pi? amichevole di quello di Werkkzeug, ma ? palese come il tool dei Moppi sia molto meno potente di quello dei F-R.

    La scena demo in Italia

    Concludo l’argomento aprendo un capitolo ostico: la scena in Italia. Diciamo che essa ? praticamente sconosciuta, principalmente perch? non ci sono scener.
    Fino a una decina di anni fa, la scena demo italiana era abbastanza fervida su Amiga e sui primi PC, e addirittura si sentiva parlare di qualche party italiano pi? o meno amatoriale.
    Pi? in avanti la presenza italiana era limitata unicamente agli Scoopex, crew composta per la maggior parte da italiani, che vantava talenti come Dixan (ora musician di MFX - altro gruppo celebre), Rio, Pan, Krs.
    Purtroppo ora gli Scoopex hanno cambiato i membri, la maggior parte dei suddetti scener (tranne Dixan appunto) sono inattivi, e di italiani nella scena non se ne sente pi? parlare.

    Conclusioni

    Sono giunto alla conclusione di questo lungo articolo e spero di aver suscitato in voi qualche minimo interesse per questa branca dell’arte digitale.
    Se ci sono riuscito, ma anche se dopo aver letto questo estenuante testo non avete ancora capito di cosa diavolo ho parlato, non vi resta che scaricare una demo!
    Ovviamente, essendo applicazioni di ultima generazione, dovrete avere una configurazione abbastanza decente, e mi riferisco sopratutto a quanto riguarda il reparto video. Consiglio quindi una scheda da almeno 64MB e una CPU (recente) da almeno 2Ghz per visionare senza grandi problemi una demo.

    Detto questo, potete consultare qualche collezione su Scene.org, che ? l’archivio totale di tutte le demo esistenti, o su Pouet, la community di Scene.org.
    Se state per assistere alla vostra prima demo, vi consiglio di scaricarne una fra le pi? famose, per farvi subito un’idea.

    Potete trovare anche qualcosa di interessante sfogliando il tag “demoscene” di del.icio.us.

    16 commenti

    • Eccezionale questo articolo… grazie mille per aver condiviso questa miniera di informazioni sulla Demo Scene. Ho finalmente compreso cosa si intende per Demo e ne ho apprezzato le peculiarit? artistiche e tecnologiche. I link che ci hai fornito sono utilissimi! Ho visto fr-025-final2 : strabiliante!
      Attualmente sei il maggior esponente della Demo Scene in Italia, lo sapevi? Grazie a questo articolo ti sei candidato alla grande!
      Bye,
      qualcuno ;)

      Antonio — 10/6/2005 #

    • proprio bell’articolo, mamma quanti ricordi…

      MicheleM — 10/6/2005 #

    • Ottimo articolo, ma mi preme ricordare che tra i maggiori esponenti della scena in Italia c’era anche Fabio Ciucci, in arte Randy. Come hai potuto dimenticarlo, Nic?? :)
      Dimenticavo, quando avete tempo leggete questo mini-libro sulla demoscene, a cura dello stesso Fabio :)

      Hangman — 10/6/2005 #

    • Un articolo davvero stupendo.
      Credo che in italia non ci sia un articolo che riassima in maniera detagliata la scena demo come questo che hai appena scritto.
      Davvero Complimenti!
      Mi hai fatto tornare in mente quando da piccolo facevo i miei primi passi nel mondo dell’informatica con l’immortale amiga 600.

      CyberGigi — 10/6/2005 #

    • […] attualmente utilizzati. Assolutamente da leggere, l’articolo lo trovate cliccando su questo link.

      No Comments»

      […]

      .:.:Digital:.:Underground:.:. - Sei proprio tu John Wayne ? E io chi sarei ? — 10/6/2005 #

    • i ragazzi di theprodukkt sfornarono tempo fa un giochillo con una grafica strabiliante tutto in real time (era grande circa 124 kb ma aveva una grafica paragonabile a UT2003 :O )
      e spero di non essermi sbagliato :P

      falkar — 10/6/2005 #

    • forse stai parlando di .kkrieger

      Asdrubale88 — 10/6/2005 #

    • S?, .kkrieger. 68 KB. La release finale peser? 128 KB.
      Gran bella idea :)

      Hangman — 10/6/2005 #

    • Oh, ecco che il tuo vecchio /quit message su IRC che recitava “On the demoscene: Qbic!” assume finalmente un senso. BTW, bell’articolo, forse il migliore da te partorito.

      Vabb?, addio.

      Ma addio la beneamata minchia, tanto ci sentiamo per telefono.

      Molotov — 10/6/2005 #

    • Grande qbic!

      Francesco — 11/6/2005 #

    • Veramente un bell’articolo, complimenti.
      BTW, speriamo che non sia un addio…

      Smuggler — 11/6/2005 #

    • Demoscene

      Demoscene, per italianizzare ?Scena Demo?, ? quel fenomeno (sub)culturale che raccoglie i tecnocrati di tutte le et?, appassionati di videogiochi, di arte, di programmazione, e anche un p? ribelli, che si appassionano nel creare sequenze grafic…

      LevySoft — 13/6/2005 #

    • Questo e’ IMHO *IL* post del blog. Chapeau, QBic

      Cristian — 13/6/2005 #

    • Qbic,complimenti per il post!

      Io sono un amante della scena da tempo immemorabile…ho anche partecipato ad un party,nel 1999….il mitico TRiP…organizzato da Froyd e gli altri guru dei Deathstar!
      Che bei tempi quelli,mi ricordo che al TRiP conobbi anche il (giustamente pluricitato) Randy!

      Ah,un doverso omaggio all’Italia che vinceva i party pi? importanti d’Europa (e di conseguenza,del Mondo…essendo il 90% della scena di esclusivo dominio europeo)…sembran passati secoli ormai :(

      http://www.pouet.net/prod.php?which=1604

      Deathstar - Claudia - 1st at Mekka Symposium 1997.

      I tempi in cui le demo avevano fatto capolino anche su TGM et compagnioa…proprio per merito dei Deathstar,dei Ram Jam…e di pochissimi altri.

      Comunque,il buon Ozon/Skim ha realizzato un bellissimo sito in cui sono raccolte tutte le demo di realizzazione italiana (solo su pittaforma PC) dagli albori fino ai giorni nostri:
      http://www.demology.tk

      Sperando che questo post non rappresenti l’addio di Qbic…

      Vi saluto,Amici!

      Kefrens_Lover — 24/6/2005 #

    • Uno scener serio! E’ un grande onore per me, allora!

      Comunque ho deciso che quando ci saranno avvenimenti importanti nella scena li render? pubblici sul blog. Ad esempio fra poco c’? l’Assembly05, no?

      Qbic — 25/6/2005 #

    • […] Sempre piacevole scoprire cose nuove. Di recente guardavo il live footage del demoparty Buenzli 14 e notavo il largo uso, nelle video-installazioni, di materiale proveniente da filmati risalenti agli anni ‘50 e ‘60: ? stato amore a prima vista. […]

      Qbic » Kill the enthusiasm » Oldies but Goldies — 8/4/2006 #

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