Requiem for a Dream

7 September 2005 - Cinema -

La storia di quattro vite segnate dalle dipendendze. Per Harry, Marion e Tyron ? l’eroina. Per Sara, madre di Harry, ? la televisione. Requiem for a Dream ? la narrazione allucinata dell’ascesa e caduta dei quattro personaggi. I tre, totalmente dipendenti dalla droga, decidono di mettersi in proprio spacciandola. Avranno fortuna, ma una fortuna effimera, e temporanea. Sara, il cui unico scopo nella sua ormai tarda vita ? quello di comparire in tv, viene finalmente chiamata da un network. Per perdere peso si affider? a pillole anfetaminiche prescritte da un incauto medico, che la porteranno alla assuefazione, e quindi alla follia. Nel tragico, nero e pessimistico finale, ognuno dei quattro ? destinato a perdere qualcosa di s?: chi un braccio, chi il cervello, chi la dignit?, chi la libert?.

Requiem for a Dream ? un film eccezionale. La bivalenza di questo aggettivo ? quanto mai valida in questo caso, poich? il film ? tanto stupendo quanto “diverso”. Niente good ending, niente redenzione, niente resurrezione. Seppur non fisicamente, tutti i personaggi sono ormai morti.

Prova di regia assolutamente eccelsa del gi? ottimo Darren Aronofsky di Pi - Il Teorema del delirio. Lo stile del precedente film non ? rimasto invariato: ogni inquadratura, ogni posizione ? ragionata; si fa largo uso di effetti visivi (soprattutto accelerazioni) per riprodurre lo stato mentale dei personaggi nell’ambiente circostante; si usano morbosamente sempre le stesse piccole sequenze video per intervallare le azioni (un esempio ? la gif qui accanto). Anche i temi non sembrano essere variati: follia, allucinazioni, dipendenze.

Un film che va assolutamente visto, sebbene come qualcuno afferma sia davvero un pugno nello stomaco. Uno specchio della realt? dell’assuefazione e della vita suburbana, la cui unica fonte di felicit? deriva dai “paradisi artificiali” delle sostanze.

Fra le prove d’attore vanno riconosciuti un finalmente decente Jared Leto e un cameo di Mark Margolis (il professore in Pi - Il teorema del delirio) nella parte di un rigattiere.
La colonna sonora ?, come nel precedente, eccelsa. Lo dico da estimatore dell’elettronica darkwave. Da segnalare l’imponente main theme, Lux Aeterna.

Comunque, il significato del film ? facile da cogliere: dopo averlo visto, per andare avanti ti serve necessariamente una dose.

8 commenti

  • Vero, c’? anche quello che si spupazza Scarlett.

    Ah, quel qualcuno definisce “Requiem” un pugno nello stomaco, sono io. :-)

    Giordano — 7/9/2005 #

  • Vero, purtroppo per? devo toglierti l’esclusiva: http://w.skipintro.org/archives/2002/05/desperately_see.php

    leggi l’ultimo commento :)

    Qbic — 7/9/2005 #

  • Ahhhhhhh!

    Giordano — 7/9/2005 #

  • ogni volta che vedo questo film mi metto a singhiozzare…
    sia per la storia, che per la perfezione del film.

    swampthing — 9/9/2005 #

  • […] Darren Aronofsky, mente geniale che ha partorito capolavori del calibro di Requiem for a dream o Pi - Il teorema del delirio, ? attualmente al lavoro al suo nuovo film, The Fountain. […]

    Qbic — 9/12/2005 #

  • Questa mattina ? stato proiettato “Requiem for a Dream” durante l’assemblea d’istituto della mia scuola. Definirlo un pugno nello stomaco mi sembra poco, una persona ? persino svenuta, e non nella parte pi? significativa.

    Marco90 — 14/3/2006 #

  • Apper?.
    Durante le mie assemblee di istituto di solito non si fa una mazza di niente, e se qualche pazzo ha l’idea di mettere un film, di solito ? un porno o roba demenziale.

    Dunque complimentissimi.

    Qbic — 14/3/2006 #

  • le assemblee d’istituo non sono fatte per guardare pornazzi .-.

    falkar — 15/3/2006 #

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