MySpace kills. Kill MySpace.

29 March 2006 - Outernet - 14 Commenti

In Italia il fenomeno MySpace ? abbastanza sconosciuto, proprio in quanto appartenente a un popolo cos? lontano, cos? vicino quale ? l’Amm?rega. Ma l? ogni giovine dai 12 ai 25 anni possiede un proprio “spazio” su questa piattaforma, che ? ormai diventata il vero punto di aggregazione yankee permettendo a chiunque di conoscere nuova gg?nte facendo conoscere s? stessi. I giovini pubblicano post, fotografie, canzoni. Insomma una blogosfera a s? stante ma pi? mainstream.

Ragionevolmente possiamo dire che MySpace corrisponde ad uno spaccato dell’adolescenza americana, una cartina al tornasole della “societ? che si diverte” negli iu es ei. C’? da rimanere, per?, veramente a bocca aperta quando si navigano siti come MyDeathSpace, che raccoglie le cronache di tutti i morti (ammazzati, incidentati, suicidati, ce n’? per tutti) che in vita hanno posseduto un profilo su MySpace. Ci? che stupisce ? soprattutto l’enorme delinquenza che dilaga tra i “giovani bene”, solitamente californiani. La stragrande maggioranza di essi, infatti, ? morta per assassinio: accoltellati, spar?ti, strangolati, anche qui la scelta ? vasta.

E chiss? com’?, la maggior parte di queste morti oscilla tra il tragico e l’esilarante; ma anche io voglio dare il mio contributo, ricordando per l’ultima volta questi ragazzi da giovent? bruciata, dedicandogli uno spazio periodico a cadenza non definita.

Gary Schuning - Accoltellato
Dopo aver ucciso una prima ragazza, tale Doris Pagliaro, Gary Schuning trascorre la notte ad una festa. In seguito rimorchia una prostituta, la quale trova nel suo appartamento un coltello insanguinato. Chiama la polizia, ma Schuning si auto-accoltella per reclamare la legittima difesa. E muore. Il suo epitaffio recita “i love to got out PARTY MY ASS OFF WITH ALL MY PEEPS”.
Nadawn Brown - Soffocata
Esausta della violenza nel suo quartiere di Oakland, Danita King si trasferisce con la sua famiglia in una frazione di Oakley, alla ricerca di tranquillit?. Mossa alquanto sbagliata, visto che poco tempo dopo, di ritorno dal lavoro, trova la sua figlia quattordicenne, Nadawn Brown, strangolata a morte da un compagno di classe.
Phanta Phoummarath - Avvelenamento etilico
L’asiatico Phanta Phoummarath ha esagerato con l’alcool ad una festa della confraternita universitaria “Lambda”, di cui era membro da una sola settimana.
Maria Pesantez - Overdose
Maria Pesantez e Mellie Carballo sono state ritrovate in preda alle convulsioni, con schiuma alla bocca e quant’altro. I sintomi denunciavano una assunzione di cocaina tagliata male, insieme ad una overdose da eroina i cui segni erano ancora distinguibili sulle braccia.
Anthony McGrath - Colpo di pistola
In seguito ad una rapina in un negozio di liquori, il sedicenne Tony McGrath era scappato inseguito da un’auto della polizia. Dopo averlo raggiunto, i poliziotti hanno fatto fuoco, uccidendolo.
Erin Fitzpatrick - Dissanguamento
Quando la realt? supera l’immaginazione. Il 29 Novembre 2005 Erin Fitzpatrick si chiudeva nel bagno del suo appartamento cercando, da sola, di dare alla luce il figlio di cui era incinta. La ragazza ? morta dissanguata mentre il fidanzato dormiva in un’altra camera. Al ritrovamento del cadavere, il corpo del neonato giaceva sul pavimento in un lago di sangue.
Justin Daubs - Ipotermia
Il cadavere di Justin Daubs ? stato rinvenuto nel lago “Fox” di Lake County (CA) insieme al kayak su cui la vittima soleva remare. Accertamenti hanno provato che il decesso ? stato causato da ipotermia. L’incidente ? stato provocato probabilmente dallo stato di ebrezza del Daubs.
Jonathan K. - Soffocamento
Jonathan K. si era da poco fatto fare un piercing sulla lingua. A causa del dolore aveva poi assunto del sonnifero per passare la notte. Che gli ? stata fatale, visto che il piercing si ? presto trasformato in infezione, che ha reso livida la lingua facendola ingrossare cos? tanto da impedirgli la respirazione, causandogli la morte.

Fine prima parte.

Angel-A

23 March 2006 - Cinema - Nessun commento

Andr? ? un uomo brutto, fallito e nei guai con la mafia. Quando la vita perde ogni significato, ? il momento di farla finita. Ma ? proprio nel momento in cui sta per saltare gi? da un ponte che incontra colei che lo redimer? e lo porter? alla salvezza attraverso il suo amore (divino?): Angela.

Fallace il film e fallace Luc Besson, regista. Di primo acchito e da un lato prettamente tecnico l’ultima fatica (?) del regista francese sembra anche interessante: una fotografia in bianco/nero abbastanza notevole (anche se, devo ammetterlo, ? difficile giudicare quando si dispone di una versione di, ahem, importazione parallela), un buon montaggio, un soggetto curioso, una discreta prova di recitazione di Jamel Debbouze, una Parigi bella ma stereotipata.

Ma arrivati al momento in cui la trama comincia a snocciolarsi, ecco che si rivela per quello che ?: una ciofechina imitatoria e abbastanza mal riuscita. Inevitabili le strizzatine d’occhio ai diversi lungometraggi angelistici (cit.): da “La Vita ? Meravigliosa” di Frank Capra ai vari sentimentalismi da Domenica mattina su Canale 5, ed il confronto finisce - ovviamente - con lo sbilanciare “Angel-A” verso la seconda tipologia.

Ecco quindi che, pur con rammarico, mi vedo costretto ad essere d’accordo col Mereghetti quando afferma che questo ? un film a met?: Besson ? stato sufficientemente coraggioso da fare di un attore monco di un braccio il protagonista di questa storia, ma non abbastanza per trasporre la bella Rie Rasmussen nella parte dell’angelo veramente caduto ed inevitabilmente dannato. Il regista osa, ma ricade in un chiaro esempio di “vorrei ma non posso”. La storia in s?, poi, frana rovinosamente nel melenso gi? a met?.

Devo riconoscere che il mio giudizio deriva da due ulteriori fattori: il primo ? il doppiaggio italiano, obviously assolutamente incoerente e sempre fuori luogo, che crea una profonda discrepanza tra il personaggio che ? e il personaggio che appare, attribuendo una voce ridicola, quasi comica, al personaggio drammatico (o pseudo-tale) di Andr? (come se Martufello doppiasse Clark Gable); il secondo consiste nel fatto che mi ? impossibile considerare il suddetto Debbouze un attore da film strappalacrime, dopo che mi ? rimasto felicemente impresso come interprete della parte di “Numerob?s” nel film “Asterix e Obelix: Missione Cleopatra”.

Heypenny - Use These Spoons

20 March 2006 - Audio & Musica - 10 Commenti

Come ripeto sempre quando parlo dell’argomento, ? da poco che ascolto musica indie, lasciatomi trascinare dall’onda dei sempreverdi Belle & Sebastian. ? perci? solo da qualche mese che ascolto ininterrottamente brani “indipendenti” di artisti “indipendenti”, ma in certi momenti ho la netta convinzione che questa gente sia solo una manica di idioti con la chitarrina acustica del nonno, la tastierina Bontempi di Natale ‘92 e il microfono da due euro, improvvisatisi produttori.

Ma poi, per caso, all’improvviso, mi capita di ascoltare qualcuno come Heypenny, al secolo Ben Elkins. E allora ci ripenso, e mi (ri)convinco del fatto che la scena indie sia proprio una gran cosa. Questo buffo ragazzetto dalla barbetta incolta, polistrumentista da Nashville, sa come fare bella musica. I brani del suo primo (e ultimo?) album “Use These Spoons” rappresentano una sapiente mistura di musica “happy emo”, folk, rock e pop ottenuta usando indistintamente pianoforti e organi, cos? come sintetizzatori, basi MIDI e… una busta di plastica (in “Secreterror”).

Le citazioni e le reminiscenze sono diverse: in “Dooley” (probabilmente il pezzo migliore) c’? qualcosa dei Beatles o dei Queen di “Good Company”, nella chitarra di “Brave” ? evidentissimo il rimando a “Just” dei Radiohead, in “Parade” noto una convergenza di stile con gli stessi Belle & Sebastian, e “Walnut St. Bridge” sembrerebbe proprio un brano dei Decemberists.

Inutile star qui a discettare di aria fritta: veniamo al sodo, cio? alla musica concreta. Ecco qualche estratto (in ordine di personale preferenza) dall’album, che per? merita appieno l’acquisto:

Heypenny - Dooley
Heypenny - Secreterror
Heypenny - Brave
Heypenny - Parade
Heypenny - Seem So Small
Heypenny - Walnut St. Bridge”

Doom The Movie

19 March 2006 - Cinema - 8 Commenti

In un futuro non identificato l’esplorazione spaziale e la scienza genetica sono arrivate al loro apice. Nella base UAC su Marte si sperimenta la manipolazione del DNA umano, ma qualcosa va storto. La squadra speciale RRTS ? chiamata a far luce sulla situazione, e ben presto dovr? vedersela con una ardua lotta al mutante farcita di sangue, violenza e armi distruttive.

Su questo film c’? poca dietrologia da fare: ? un prodotto che mander? in sollucchero i decerebrati compiacenti di esserlo, e i fan della serie (a voi intuire di quale categoria mi fregio di far parte), grazie alla sapiente quanto sterile miscela di CGI, effetti speciali, dialoghi idioti ed elementi splatter. Sarebbe anche inutile una disqusizione approfondita per un film che ? trasposizione del videogioco che ha fatto la storia creando da solo un genere a s? stante (quello dei first-person shooters, detti anche sparatutto, detti anche uccidi-tutto-quello-che-si-muove) e che ha reso il videogiocare ignorante un motivo d’essere. E poi, per diamine, ? pur sempre un film con The Rock.

Per il resto, la riproduzione ? fedele: le ambientazioni e le scenografie sono prese paro paro da Doom3, cos? come anche le fisionomie dei personaggi; ritroviamo la mitica Big Fucking Gun; anche i mostri sono esattamente gli stessi (uno su tutti il Pinky Demon); ? anche presente una citazione nella figura di un personaggio, il Dr. Carmack, omonimo del John Carmack creatore della serie videoludica.

Ma Doom non avrebbe mai attirato la mia attenzione se non ci fosse stata quella fa-vo-lo-sa scena da cinque minuti girata (sarebbe pi? corretto dire “creata”) interamente in prima persona, proprio come da tradizione: elemento di assoluta originalit? nella storia del cinema, questo, che potr? risultare perfino fastidioso allo spettatore ignaro, ma che far? gridare al capolavoro il suddetto appassionato.

Ma ci? non basta ad evitare a questo film l’eterno obl?o del cestino di Windows.

Turn up the radio

17 March 2006 - About the Blog, Audio & Musica - 6 Commenti

Non si finisce mai di aggiornare. Ho ripristinato e rimodernato e aggiornato una delle features pi? care agli aficionados di questo blog: la radio.blog.
Oltre ad un ovvio cambiamento dello schema di colori anche il vero contenuto, la musica, ? stato rinnovato. Preso dalla moda del momento, e visti i tempi (? in corso il SXSW 2006), ho inondato il playerino di musica indecentemente indie ed emo, col meglio del repertorio accumulato in pochi mesi di navigazione sui maggiori mp3blog. Sempre per? mantenendo il tocco di elettronicit? che ha sempre contraddistinto la cuboradiolina.

I brani inseriti sono i seguenti:

A-KO - Fire
A-KO - Soul 69
All Mighty Whispers - Love Revolution
Electric President - Good Morning, Hypocrite
Guillemots - Train To Brazil
Panic! At The Disco - But It’s Better If You Do
Poloroid - So Damn Beautiful
The Duke Spirit - Win Your Love
Starlight Mints - Inside Of Me
Yeah Yeah Yeahs - Honeybear
Yeah Yeah Yeahs - No No No
Yeah Yeah Yeahs - Phenomena

+ una minima parte del meglio di Aphex Twin, as always.

Per lanciare il player, basta cliccare su questo link o sull’immagine presente nel footer.

Have a good eargasm.

(cc) MMIV - MMVII