Sequel?

8 August 2007 - Cinema - 3 Commenti

Flanders: The good Lord is telling me to confess to something.
Homer: [sottovoce, a dita incrociate] Gay, gay, gay, gay, gay, gay, gay, gay!

Le ultime cinque serie de I Simpson ci avevano abituato a pensare che in casa Groening & Co. si soffrisse di acuta carenza d’idee. Prima o poi doveva capitare, dopo 15 anni di onoratissima carriera, e un po’ tutti ci eravamo rassegnati.

Bart: This is the worst day of my life.
Homer: The worst day of your life so far.

Poi, questo film. Che riscatta completamente le magre figure ottenute negli ultimi anni, riportando I Simpson al livello di “miglior cosa mai creata dall’essere umano dopo la ruota e il Rinascimento”. Il film è bello, bellissimo, senza ombra di dubbio un capolavoro: graficamente superbo (mai così tanti dettagli, ben venga l’uso del 3D), oltre che dannatamente divertente.

Boe: So we’re trapped like rats?
Russ Cargill: No, rats couldn’t be trapped this easily. You’re trapped like carrots.

Ogni scena è memorabile, ogni citazione fa ridere di pancia, ogni dialogo andrebbe scolpito nella roccia. La durata non proprio estesa (una scarsa ora e un quarto) fa in modo che non ci siano (o quasi) tempi morti, che tutta la comicità sia concentrata e pronta ad esplodere da un momento all’altro. Di citazioni varie e cameo, non occorre dirlo, il film è pieno.

Tom Hanks: The US Government has lost its credibility so it’s borrowing some of mine.

Non c’è altro da dire, se non: guardatelo appena ne avrete l’occasione. Un ultimo consiglio: non abbandonate la sala - virtuale e non - prima della fine dei titoli di coda.

Bart alla lavagna: I WILL NOT ILLEGALLY DOWNLOAD THIS MOVIE

No one cares if you live or die

2 September 2006 - Audio & Musica, Cinema - 7 Commenti


Ok, The Eraser sarà pure un album mediocre, pretenzioso e a tratti eccessivamente minimalista, ma se Thom Yorke (o chi per lui) ha fatto una cosa buona, questa è stata sicuramente l’aver introdotto il tilt-shift nei video, con risultati davvero impressionanti.

Aside: ho grandi progetti per la prossima settimana (prima del ritorno nelle classi, fissato per l’infausta data dell’11 Settembre), che mi vedrà protagonista di una “Maratona Scarlett Johansson”: Le Seduttrici, Scoop e The Black Dahlia, in quest’ordine, senza interruzioni. Certo, sempre sperando che qualche anima pia si sia recata a Venezia con la videocamera digitale.

L’amore sospetto

29 June 2006 - Cinema - 2 Commenti

Da tempo aspettavo che questo film uscisse nei circuiti paralleli che sappiamo, incuriosito dall’efficace trailer. E l’attesa è stata ripagata: L’Amore Sospetto, nonostante sia un film francese e io odi i francesi, è un buon film. Come al solito la distribuzione italiana ne ha stuprato il titolo originale (La Moustache) sostituendolo con uno più appetibile e vendibile, che contenesse la paroletta magica, amore, anche se film d’amore proprio non è. È piuttosto la storia di Marc, uomo qualsiasi che una bella mattina decide di tagliarsi i baffi dopo averli portati praticamente da sempre. Ad una prima occhiata la sua compagna, Agnés, non si accorge di niente, e anche a cena con gli amici nessuno nota il cambiamento. L’iniziale ipotesi di uno scherzo cambia forma e diventa una vera e propria ossessione nel corso dei giorni a seguire: ci sono vecchie foto che lo ritraggono con i baffi, ma tutti i suoi conoscenti negano di averlo mai visto non rasato. L’ossessione diventa follia quando a sfaldarsi non è più solo il ricordo dei baffi, ma anche il ricordo delle persone stesse, dei suoi amici e dei suoi parenti, che Marc sa di conoscere ma che per la gente intorno a lui non sono mai esistiti. Il protagonista cercherà la fuga dal suo mondo e dalla sua vita prima di rischiare di essere rinchiuso da Agnés in un manicomio, ma questa si rivelerà vana nel momento in cui si accorgerà che la sua esistenza non è altro un circolo chiuso senza via d’uscita.

Bello, bello, bello. In un periodo come quello estivo, che vede le sale piene di robaccia horror di scarsa qualità o di aborti come Hot Movie (eppure popolate come non mai), La Moustache (preferisco chiamarlo così) rappresenta una ventata d’aria fresca nei botteghini, elevando così il catalogo settimanale.
Film francese, dicevamo, ma anomalo: siamo stati abituati dai classici del genere ad assistere a dialoghi interminabili e sterile retorica che finiscono col sommergere e affogare lo spettatore, ma qui no. I dialoghi sono ermetici, essenziali, e nella sequenza finale della fuga di Marc ad Hong Kong, le parole sono quasi inesistenti.
Ma la potenza di questo film è soprattutto una. Quella di saper inculcare nello spettatore un difficile dubbio: se sia veramente il mondo intero ad essere impazzito o se lo sia solo il protagonista. Il finale è criptico, allo spettatore non è dato conoscere la risposta ma il punto interrogativo rimane, e questa è una buona cosa.
Inoltre, da La Moustache può partire una interessante riflessione sulla forza delle apparenze, sul rapporto che esiste tra quello che siamo, come ci vediamo e come siamo visti, e il pensiero corre subito a quel capolavoro di Pirandello, Uno, Nessuno e Centomila, in cui il protagonista partiva proprio dalla percezione di un suo difetto fisico per intraprendere un dialogo interiore di questo tipo.

La regia mi è parsa buona, tipicamente europea. Gli attori non sono da segnalare per particolari doti recitative; l’attrice che interpreta la compagna di Marc, Emmannuelle Devos, non spicca per bellezza o espressività, eppure non è fastidiosa. Menzione speciale per la colonna sonora diretta da Philip Glass, che sa sottolineare e “colorare” le scene come ogni colonna sonora dovrebbe fare.

Scary Movie 4

23 April 2006 - Cinema - 8 Commenti

Una minaccia aliena incombe sulla terra. Toccherà alla sempre indomita Cindy Campbell scoprire il segreto che permette di respingerla, attraverso avventure in case infestate, villaggi maledetti e luoghi di tortura.

Giunta al “quarto ed ultimo capito della trilogia”, la serie di Scary Movie continua a non deludere. Abbandonato ormai del tutto, dal terzo episodio, lo sforzo di costruire una trama che regga la commedia, quest’ora e venti minuti scarsi sotto la regia di Zucker continua ad essere la solita, esilarante, parodia degli equivoci e degli eccessi che dal 2000 ci regala grasse e ignorantissime risate grazie a cliché popolari come il Viagra o i peti sonorissimi.


In questo episodio più che mai il motivo di ilarità è dato dal rapporto film parodia-film originale, e la comicità è diventata ormai proprio il ricalcare in chiave demenziale le azioni dei lungometraggi o dei personaggi parodiati. Comicità facilotta e forse sterile, ma chissenefrega: Scary Movie è una vera americanata come poche altre (quanti nelle sale hanno capito la battuta su MySpace, o la sequenza della donna culona?) ed è inutile pretendere comicità minimamente ricercata, poichè si è esaurita col primo episodio.
In Scary Movie 4 praticamente tutto lo scibile umano è stato tirato in ballo e ridicolizzato: la serie Saw, I Segreti di Brokeback Mountain (risate alle lacrime), Shaquille O’ Neal, Cinderella Man, Mike Tyson, La Guerra dei Mondi, The Grudge, l’iPod, MySpace, la lingua giapponese (la scena che vale il, virtuale, biglietto), Yahoo!, Il Presidente Bush nel giorno dell’11 Settembre, la città di Detroit, Dakota Fanning, The Village, Michael Jackson, Chingy, Tom Cruise & Oprah, e altro che al momento mi sfugge.

Il film scorre (troppo) veloce, probabilmente proprio per la mancanza di idee, e si lascia rivedere volentieri, anche grazie ai divertenti ma brevi cameo di Charlie Sheen (recentemente sotto i riflettori per alcune sue dichiarazioni cospirazionistiche sull’11 Settembre), Leslie Nielsen e Simon Rex (recentemente sotto i riflettori per alcune sue scappatelle con Paris Hilton).

Il meglio (di comico) che ci offre questa settimana cinematografica.

(cc) MMIV - MMVII