Oldies but Goldies
8 April 2006 - Cinema - 2 Commenti

Sempre piacevole scoprire cose nuove.
Di recente guardavo il live footage del demoparty Buenzli 14 e notavo il largo uso, nelle video-installazioni, di materiale proveniente da filmati risalenti agli anni ‘50 e ‘60: ? stato amore a prima vista.
Sar? stato il fascino di quella particolare fotografia, degli 8 millimetri, dell’ingenuit? che contraddistingue queste produzioni, a met? tra documentari e film di propaganda, resi celebri dal Troy McClure di Simpsoniana memoria. Sar? stato tutto, ma l’impressione che ho avuto ? che non debbano essere dimenticati.
E per fortuna, almeno per adesso, non sono dimenticati, grazie all’eccellente lavoro di Rick Prelinger, cineasta americano che in oltre 20 anni ha acquistato e conservato nei suoi famigerati archivi decine di migliaia di film promozionali, pubblicitari, educativi, istituzionali, informativi e amatoriali prodotti dagli anni ‘20 in gi?. E ovviamente anche i film del periodo 1950-1970, che tratto oggi. Nel 2002 Prelinger ha reso di pubblico dominio pi? di 2000 titoli del suo archivio, donandoli all’Internet Archive con licenza Creative Commons.
Ed ? proprio dall’Internet Archive che ho cominciato (e continuo) a scaricare questi mitici filmati. Ne ho visti ancora pochi, qualche decina, ma potrei gi? elencare alcuni must-have, i capolavori del genere.
Angel-A
23 March 2006 - Cinema - Nessun commento

Andr? ? un uomo brutto, fallito e nei guai con la mafia. Quando la vita perde ogni significato, ? il momento di farla finita. Ma ? proprio nel momento in cui sta per saltare gi? da un ponte che incontra colei che lo redimer? e lo porter? alla salvezza attraverso il suo amore (divino?): Angela.
Fallace il film e fallace Luc Besson, regista. Di primo acchito e da un lato prettamente tecnico l’ultima fatica (?) del regista francese sembra anche interessante: una fotografia in bianco/nero abbastanza notevole (anche se, devo ammetterlo, ? difficile giudicare quando si dispone di una versione di, ahem, importazione parallela), un buon montaggio, un soggetto curioso, una discreta prova di recitazione di Jamel Debbouze, una Parigi bella ma stereotipata.
Ma arrivati al momento in cui la trama comincia a snocciolarsi, ecco che si rivela per quello che ?: una ciofechina imitatoria e abbastanza mal riuscita. Inevitabili le strizzatine d’occhio ai diversi lungometraggi angelistici (cit.): da “La Vita ? Meravigliosa” di Frank Capra ai vari sentimentalismi da Domenica mattina su Canale 5, ed il confronto finisce - ovviamente - con lo sbilanciare “Angel-A” verso la seconda tipologia.
Ecco quindi che, pur con rammarico, mi vedo costretto ad essere d’accordo col Mereghetti quando afferma che questo ? un film a met?: Besson ? stato sufficientemente coraggioso da fare di un attore monco di un braccio il protagonista di questa storia, ma non abbastanza per trasporre la bella Rie Rasmussen nella parte dell’angelo veramente caduto ed inevitabilmente dannato. Il regista osa, ma ricade in un chiaro esempio di “vorrei ma non posso”. La storia in s?, poi, frana rovinosamente nel melenso gi? a met?.
Devo riconoscere che il mio giudizio deriva da due ulteriori fattori: il primo ? il doppiaggio italiano, obviously assolutamente incoerente e sempre fuori luogo, che crea una profonda discrepanza tra il personaggio che ? e il personaggio che appare, attribuendo una voce ridicola, quasi comica, al personaggio drammatico (o pseudo-tale) di Andr? (come se Martufello doppiasse Clark Gable); il secondo consiste nel fatto che mi ? impossibile considerare il suddetto Debbouze un attore da film strappalacrime, dopo che mi ? rimasto felicemente impresso come interprete della parte di “Numerob?s” nel film “Asterix e Obelix: Missione Cleopatra”.
Doom The Movie
19 March 2006 - Cinema - 8 Commenti

In un futuro non identificato l’esplorazione spaziale e la scienza genetica sono arrivate al loro apice. Nella base UAC su Marte si sperimenta la manipolazione del DNA umano, ma qualcosa va storto. La squadra speciale RRTS ? chiamata a far luce sulla situazione, e ben presto dovr? vedersela con una ardua lotta al mutante farcita di sangue, violenza e armi distruttive.
Su questo film c’? poca dietrologia da fare: ? un prodotto che mander? in sollucchero i decerebrati compiacenti di esserlo, e i fan della serie (a voi intuire di quale categoria mi fregio di far parte), grazie alla sapiente quanto sterile miscela di CGI, effetti speciali, dialoghi idioti ed elementi splatter. Sarebbe anche inutile una disqusizione approfondita per un film che ? trasposizione del videogioco che ha fatto la storia creando da solo un genere a s? stante (quello dei first-person shooters, detti anche sparatutto, detti anche uccidi-tutto-quello-che-si-muove) e che ha reso il videogiocare ignorante un motivo d’essere. E poi, per diamine, ? pur sempre un film con The Rock.
Per il resto, la riproduzione ? fedele: le ambientazioni e le scenografie sono prese paro paro da Doom3, cos? come anche le fisionomie dei personaggi; ritroviamo la mitica Big Fucking Gun; anche i mostri sono esattamente gli stessi (uno su tutti il Pinky Demon); ? anche presente una citazione nella figura di un personaggio, il Dr. Carmack, omonimo del John Carmack creatore della serie videoludica.
Ma Doom non avrebbe mai attirato la mia attenzione se non ci fosse stata quella fa-vo-lo-sa scena da cinque minuti girata (sarebbe pi? corretto dire “creata”) interamente in prima persona, proprio come da tradizione: elemento di assoluta originalit? nella storia del cinema, questo, che potr? risultare perfino fastidioso allo spettatore ignaro, ma che far? gridare al capolavoro il suddetto appassionato.
Ma ci? non basta ad evitare a questo film l’eterno obl?o del cestino di Windows.
Wallace & Gromit: La maledizione…
12 March 2006 - Cinema - 9 Commenti

… del coniglio mannaro. Alla vigilia di una importantissima gara di ortaggi giganti, la piccola e sconosciuta cittadina dell’inventore Wallace, e del suo fido quanto muto cane Gromit, deve occuparsi di un problema impellente: l’invasione di coniglietti che, rosicchiando tutte le verdure degli orticelli, rovinano per sempre le preziose opere d’arte dei contadini. Grazie al sistema antifurto “anti-pest” di Wallace, gli ortaggi sono al sicuro. Ma quando lo stesso Wallace cercher? una soluzione definitiva al problema, cercando di modificare il cervello dei coniglietti, qualcosa andr? storto e…
? sempre un piacere constatare come, nella generazione della prodigiosa grafica Pixar, una tecnica ideata e usata per la prima volta nel cinema d’animazione circa 20 anni fa, quale ? quella della plastilina in stop-motion, risulti ancora moderna e godibile. Il talento di Nick Park infatti non si ? ancora esaurito, e non a caso il film in questione ha appena vinto l’Oscar 2006 per il miglior film d’animazione.
Durante i titoli di testa del film, lo spettatore ? gi? sicuro di trovarsi di fronte ad un prodotto di alto livello, che sa regalare sorrisi e risate. D’altronde chi conosce la serie di cortometraggi (questo ? in effetti il primo lungometraggio) di Wallace & Gromit pu? andare a colpo sicuro, visti i brillanti precedenti di cui ricordiamo il caposaldo, Wallace & Gromit: I Pantaloni Sbagliati, pieno di colpi di genio e di intuizioni esilaranti con la figura del malefico pinguino psicopatico (da cui gli emuli di Madagascar) Feathers McGraw.
A voler fare gli intellettualoidi splinderiani, nel film ci si potrebbe vedere una metafora del socialismo (i proliferi conigli simboli del proletariato, la classe contadina attaccata alla terra, il cane Gromit simbolo di un popolo che vuole protestare ma non pu?, la routine mattutina come allegoria della catena di montaggio, il lavaggio del cervello, l’anticlericarismo, la religione come superstizione, l’avversione per la classe aristocratica, e tante altre stronzate da post-’68ino convinto), ma non mi sembra questa la sede n? le mie capacit? atte a fare un’analisi del genere. E poi, in fondo, chi se ne frega.
Insieme a Crash, questo W&G:LMDCM ? un film recente che merita i nostri soldi per il biglietto al cinema, promettendoci un’ora e mezza di spensieratezza mai banale o infantile.
We have a winner
6 March 2006 - Cinema - 2 Commenti

E’ con grande soddisfazione, anche per una mia certa preveggenza, che leggo della vittoria di “Crash” agli Oscar 2006 come miglior film (e migliore sceneggiatura originale, e miglior montaggio). Che sia la volta buona che abbiano preso gente competente nella giuria?
Ma ci? che mi reca ancora maggior gaudio ? sapere l’Ang Lee di “Brokeback Mountain” (di cui possiamo leggere una profonda recensione), film a mio avviso assolutamente sopravvalutato, rimasto col contentino della miglior regia. Per non parlare della Comencini, tornata a casa con la coda fra le gambe grazie al suo dilettantistico polpettone “La bestia nel cuore”.
Acquistate in fretta il DVD di “Crash”, prima che il prezzo salga alle stelle.



