La leggenda di Sean Connery…

27 January 2006 - Umorismo & Comicit, Cinema - 1 Commento

…e gli altri attori inutili.
Chi ha meno di vent’anni (ma anche no) e bazzica la scena della musica demenziale italiana sicuramente conoscer? CarlettoFX, al secolo Carlo Sagradini, leader e voce dei Gem Boy.

E sapr? che Carletto, oltre ad essere un discreto cantante, ? anche un ottimo (ri)doppiatore goliardico: non possiamo dimenticare opere del calibro di Star Whores o Sperman. Ed ? appunto dall’uscita di “Sperman” che non rimanevo informato sui lavori di Carletto, fino a quando pochi giorni fa ho appreso (con notevole ritardo) dell’esistenza di questo “La leggenda di Sean Conney e gli altri attori inutili“, vero capolavoro della cinematografia moderna.

Perch? stavolta il doppiatore bolognese ha superato se stesso: ha addirittura scritto un meta-film, ovvero un film sul film stesso. Se tutto ci? ? troppo arduo da comprendere, un riassunto ci aiuta: Sean Connery viene chiamato a girare un lungometraggio con CarlettoFX, ma un malvagio cerca in tutti i modi di impedirlo. Per riuscire a radunare tutti gli attori del cast ed uscire indenni dalla minaccia nemica, Sean Connery dovr? esibirsi in acrobazie improbabili per un vecchietto della sua et?. Solo il finale riveler? la vera natura della storia.

Gli ingredienti sono i soliti: battute a sfondo sessuale, situazioni equivoche e grasse risate. Col valore aggiunto della meta-ironia: l’originale “La leggenda degli uomini straordinari” ? stato un film di scarso successo, un’americanata piena di effetti speciali scontati e banali, piena di errori, bloopers ed esagerazioni. E Carletto si prende gioco di questo, rendendo ancora pi? esilarante ma al contempo intelligente la visione.

“La leggenda di Sean Connery…” ? un nuovo pilastro cult del cinema demenziale. Sono convinto che con un p? di fortuna e maggiore pubblicit?, l’amato Carlo potrebbe davvero diventare “il Mel Brooks de noantri”.

Match Point

20 January 2006 - Cinema - Nessun commento

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers), ex tennista e ora istruttore in un country club, ? un uomo alla scalata verso il successo. Grazie al suo talento conoscer? Tom Hewett e sua sorella Chloe, che si innamorer? di lui. Il padre di Chloe gli dar? un lavoro d’alto livello, gli conceder? in sposa la figlia.
Ma le cose cambiano quando Chris conosce Nola (Scarlett Johansson), fidanzata di Tom. Il loro rapporto diventer? sempre pi? stretto, fino a diventare entrambi amanti passionali. Le circostanze impediranno la storia travolgente, fino a sfociare in terribili conseguenze.

Questo ? uno di quei film destinati fin dall’inizio ad avere un enorme successo. E non c’? da stupirsi quando sulla locandina appaiono i nomi di Woody Allen alla regia e di Scarlett Johansson come co-protagonista. Ma come al solito quando si hanno aspettative troppo alte, si rischia fortemente di rimanere delusi.

Match Point ? un film diverso da tutte le opere precedenti di Allen. Innanzi tutto non ? una commedia. Non ? neanche un film con particolari risvolti psicologici. Un bel film, certamente, ma non un film che si direbbe di Woody Allen. C’? il tema dell’ambiguit?, il tema del segreto ma non sono sviluppati come avrebbe fatto il Woody che conosciamo. Perdonate la mia pedanteria, ma con artisti di questo calibro non accetto passi falsi. Mi ? anche impossibile chiudere un occhio, li ho chiusi entrambi dopo i semi-flop di “Melinda & Melinda” e “Anything Else”.

Certamente ? un bene che un artista si rinnovi nel tempo, scoprendo nuove strade, ed in effetti la variet? nello stesso Match Point non manca: inizia come storia d’amore, si evolve in un dramma erotico per poi terminare come thriller. Finale, questo, che (va ammesso) lascia veramente di stucco.

Woody pu? ancora riuscire a sorprenderci. Pu? farlo sfornando un capolavoro come non se ne vede da troppo tempo. L’imminente “Scoop” (ancora con Scarlett) potrebbe essere la risposta che pu? farci riaprire gli occhi.

40 anni vergine

15 January 2006 - Cinema - 2 Commenti

Interpretato da Steve Carell, reso famoso da una esilarante scena de “Una settimana da Dio” e poi dal suo ruolo in “The Office“, questo “40 anni vergine” ? una divertente commedia a sfondo sessuale che potremmo definire un teen movie sullo stampo dei Porky’s tanto in auge negli anni ‘80, se non fosse che il protagonista di teen ha ormai poco: ? un nerd quarantenne con una passione sfrenata per i fumetti, i videogiochi, i soldatini e soprattutto le action figures.
E, ovviamente, ? vergine.

Quando i suoi colleghi dello store SmartTech scopriranno questo infamante segreto, tenteranno in tutti i modi di iniziarlo ai piaceri della donna (un classico), con risultati a dir poco imbarazzanti. Solo l’amore per Trish, guarda caso una assistente alle compravendite su eBay gli dar? la sicurezza necessaria.

Film piacevole perch? inevitabilmente mi sembra di rivedermi in quel nerd un p? impacciato, imbranato, introverso e fannullone, ovviamente con 24 anni in meno.
Se il regista Judd Apatow non avesse cercato di seguire la moda buttando tutto in vacca, scadendo cio? nel demenziale, questa sarebbe stata una bella commedia, invece ? solo un buon film comico, uno pseudo-teenmovie appunto, che strappa risate anche per la mimica dell’attore protagonista, ma che perde ogni rilevanza subito dopo i titoli di coda.

Memorabile la scena finale, in cui tutto il cast in versione hippie danza sulle note di “Let the sunshine in”.

I’ve been 12 forever

29 December 2005 - Audio & Musica, Cinema - Nessun commento

Stamattina il citofono mi ha svegliato. Col mio bel pigiamino ho aperto la porta e un sorridente corriere Bartolini mi ha consegnato il DVD che attendevo da tempo. Gli ho lasciato qualcosa come 2? di mancia, ho sbattuto la porta e aprendo il pacco con i denti mi sono fiondato ai piedi della TV inserendo il disco nel lettore.

Il cofanetto comprende un doppio dvd (in realt? ? uno solo ma a due lati) e un libretto di una cinquantina di pagine piene di interviste, bozze, appunti, pensieri, foto, storie, storyboards, sceneggiature di Michel Gondry.

I due lati corrispondono a due diversi intervalli di tempo della sua carriera, 1987-1995 e 1996-2003, e contengono, rispettivamente:

Side A

Video

The hardest button to button - The White Stripes
Dead leaves & the dirty ground - The White Stripes
Fell in love with a girl - The White Stripes
Come into my world - Kylie Minogue
Star Guitar - Chemical brothers
Let forever be - Chemical Brothers
Joga - Bjork
Bachelorette - Bjork
Hyperballad - Bjork
Deadweight - Beck
Everlong - Foo Fighters
Around the world - Daft Punk
Sugar Water - Cibo Matto

Spot

Lacuna, Inc.
Drugstore - Levi’s
Smarienberg - Smirnoff
Resignation - Polaroid

Side B

Video

Like a rolling stone - The rolling stones
Army of me - Bjork
Isobel - Bjork
Human Behavior - Bjork
Protection - Massive Attack
Lucas with the lid off - Lucas
Le mia - I am
La tour de Pise - Jean Francois Coen
Ma maison - Oui Oui
Bolide - Oui Oui
Junior et sa voix d’or - Oui Oui
Les cailloux - Oui Oui
Un joyeux Noel - Oui Oui
La ville - Oui Oui

Pi? altri video di varia natura, come cortometraggi (da cineteca “One Day”, in cui Gondry dialoga amabilmente con un enorme “stronzo” dalle fattezze umane, da lui prodotto in un bagno pubblico), riprese di un concerto degli Oui Oui, trailer degli altri DVD della serie, interviste, un documentario sulla vita di Gondry (”I’ve been 12 forever”, appunto) e molto altro materiale interessantissimo.

La maggior parte dei video e degli spot ? disponibile in questo sito. Purtroppo sul doppio DVD ho constatato che mancano diversi videoclip, tra cui quello dei Radiohead, e anche qualche spot che invece merita notevolmente, come questo di Levi’s.

Sono completamente soddisfatto dell’acquisto, Gondry ? uno dei miei registi preferiti, scoperto da poco. La sua tecnica ? formidabile, il video di “Come into my world” ne ? un esempio lampante. DVD consigliato a tutti, ottimi contenuti.

(cc) MMIV - MMVII